Dicono di noi

Mediterranea raccontata dai media

UNA CRESCITA CONTINUA
Un’esperienza coltivata negli anni, per accogliere i nostri ospiti e farli sentire davvero a casa, in ogni viaggio.

COME CI RACCONTANO
I giornali e le riviste che ci hanno seguito negli anni, raccontano i nostri progetti, le nuove destinazioni e le nuove conquiste.

Donna Moderna

VIAGGIARE PEER TO PEER  E SLOW FOOD

[Pubblicato su Sette/CorrieredellaSera del 21 novembre 2014] Siamo la maggioranza, il 60 per cento secondo lo studio di Think with Bit, la Borsa Internazionale del Turismo, e facciamo due vacanze l’anno. Nel Bel Paese e all’estero, come tradizione. Ma quello che sta cambiando, è il nostro modo di viaggiare. Dall’organizzazione al ritorno a casa, racconto delle avventure compreso. Un po’ per istintiva attrazione verso il nuovo (che altrimenti che viaggio sarebbe), un po’ per necessità (leggi tempi di crisi), sta di fatto che, come dirà in anteprima alla Bit2015 Chris Fair, fondatore di Resonance Consultancy, analista leader nel marketing turistico, il conspicuous leisure sta ormai scalzando il conspicuous consumption: ovvero, meno beni di lusso e più lusso del piacere. Della cultura, della conoscenza, della condivisione di gusti, tradizioni, percorsi. È la nascita delturismo esperienziale, con un occhio ai Millennials (i nati a fine secolo scorso che saranno il 60 per cento dei viaggiatori nei prossimi 5 anni), e un altro ai soliti Baby Boomers, ancora attivi e soprattutto padroni di due variabili importanti: tempo e denaro.

Pronti, si parte. Verso la prossima storia. Una volta ci si chiedeva: «Dove andiamo?». Ora, tolte le bandierine dal mappamondo da esibizione, la domanda è: «Cosa facciamo?». Ché guardare non basta più, ma, in ottemperanza al primo comandamento del peer to peer travel, bisogna partecipare. Dall’Europa all’Oriente. La Malesia, meta esotica in ascesa, invita viaggiatori di tutte le tasche a partire per occuparsi della conservazione delle tartarughe o della reintroduzione degli orangutan, a soggiornare in abitazioni tipiche, e acondividere le attività dei villaggi, dalla raccolta dei cereali alle danze. È un sud est asiatico liberato dalle rigidità dei pacchetti all inclusive e riconsegnato a un’avventura accessibile e sicura. Tramite la piattaforma di Withlocals per esempio, creata da un gruppo di giovani olandesi appassionati di digitale e devoti alla sharing economy, ci si può metterein contatto direttamente con gli ospiti locali e prenotare dai pranzi in casa, sicuri che il menu sarà tipico, ai tour in compagnia di chi spartirà con noi, oltre luoghi segreti, momenti di vita. Ma l’esotismo, soprattutto umano, è anche dietro l’angolo. Alla Sacchia Art Farm di Borgo Pace, nelle Marche, tra agricoltura bio, recupero delle culture locali, si va per imparare dagli artisti e artigiani residenti a realizzare da documentari a preparazioni erboristiche. Il Rifugio la Pavoncella, nell’Alta Langa, è invece un tributo alla sharing holiday. Le famiglie ospiti condividono, in autogestione, spesa, organizzazione di degustazioni e shopping gastronomico, e programmazione delle escursioni su Defender accompagnati da “gente del posto”, come dicono i proprietari. Entrambe le strutture fanno parte della community diDestinazione Umana: «In meno di sei mesi il numero di strutture con questa accoglienza innovativa è raddoppiato e ogni mese riceviamo centinaia di richieste» dice la fondatrice Silvia Salmeri. «Sono uomini e donne tra i 25 e i 40 anni con livello culturale alto e che, oltre a relax e natura, vogliono incontrare persone che abbiano qualcosa da raccontare». Vogliono sedersi intorno a un tavolo e scambiare esperienze, a volte consigli, spesso spazi e visioni. Comuni.

novasolprovenceCondividere, partecipare, incontrare. Il galateo della nuova ospitalità. D’altra parte sugli assunti della sharing economy, “Quello che è mio e tuo” e «Si può fare di più con quello che si ha già, basta condividerlo”, Airbnb ci ha costruito una fortuna. «Finora, gli italiani che hanno messo a disposizione la propria casa o un pezzo di essa sono 89 mila, diventando, quest’anno, terzi al mondo per annunci attivi. Quelli che hanno utilizzato invece Airbnb per soggiorni dentro i confini, quasi 200 mila», dice Matteo Stifanelli, country manager di Airbnb Italia. E’ chi non ha tempo di dedicarsi a questa attività che in prima persona diventa sempre più impegnativa richiedendo continua formazione ci sono società come Mediterranea Locazioni Brevi Internazionali che fa tutto per te. Prepara, affitta e gestisce la tua casa per ospiti internazionali con un approccio professionale e sicuro ma con la genuinità che fa apprezzare da un’altra prospettiva il nostro bel paese, spiega William Hay co-fondatore del gruppo Mediterranea operativo in tutta Italia ed in fase di espansione in Europa.

E, ogni notte, nel Bel Paese, sono 12 mila le persone che dormono in case di estranei. Chi pensa a un’attitudine vagamente bohémien, si sbaglia. Nulla è più verificato degli spazi a diposizione nel sito o degli ospiti che in esso navigano. Assoluta corrispondenza tra identità on line e off line, garanzie sullo spazio sino a 700 mila euro, assistenza in 16 lingue 24 ore al giorno, e, ogni anno, hospitality class per imparare come diventare un ospite perfetto. Un fenomeno, questo, che ha portato le catene alberghiere a ripensare in termini partecipativi l’ospitalità classica. Invitare alla condivisione delle politiche di sostenibilità è il primo passo. Chiedere collaborazione nella gestione dei consumi di acqua e luce, ridurre al minimo l’invadenza della reception e aumentare l’autogestione nei servizi, in camera e nella lounge, è il secondo. Il terzo, giocare al braggie, il selfie dai luoghi di vacanza. Così, può capitare che, all’ingresso di un Moxy Hotel (il primo della catena è stato da poco aperto a Milano, ma entro il 2016 saranno a Monaco, Francoforte, Berlino, Oslo, Aberdeen e Londra), venga fornito un hashtag da usare ogni qualvolta si fa un autoscatto in camera poi caricato sui social network. Modello Louvre o National Gallery insomma, anche se, alla fine, è solo un albergo. Forse.

La principale motivazione che sta dietro la scelta di una meta è, dati alla mano, il cibo. Secondo Pangea Network, l’attuale 66 per cento che mette l’enogastronomia come ingrediente base del viaggio è destinato ad aumentare. Ma, ancora, non si tratta di andare a “mangiare lontano” o a seguire passivamente percorsi di degustazione. Significaimparare a coltivare prodotti locali, partecipare a corsi di cucina, aiutare popolazioni a preservare tradizioni autoctone. Così, anche le classiche mete tutte spiagge bianche e mare cristallino si adeguano. Alle Isole Vergini Britanniche per esempio, non bastavano i fenicotteri di Anegada o le piscine naturali di Virgin Gorda e, da novembre, ecco la prima edizione di BVI Food Fete, il Festival dei Sapori Caraibici istituito per allietare i turisti con lezioni di barbecue, sfilettatura di pesce, preparazione della tipica aragosta spinata e salsa creola. In Repubblica Dominicana, sono le Rutas di prodotti come zenzero, cacao, o caffè, ad aver incrementato, e diversificato, un turismo fedele alla formula villaggio. Da Samanà a San Francisco del Macorìs, escursioni tra i campi con i coltivatori, visite guidate per prendere parte e assistere alla raccolta dei frutti, all’estrazione delle fave, all’essiccazione o al confezionamento del cacao. Più vicino a noi, destinazioni come l’Istria,si sono destagionalizzate grazie a percorsi enogastronomici super organizzati, mentre nel Bel Paese, dove la buona tavola è scontata, si cercano esperienze speciali. Come esser accompagnati al mercato del pesce per scegliere i prodotti dallo chef Giovanni Puglisi deLa Plage Resort di Taormina, o come apprendere dalle mani di Luigi Tramontano l’arte della pizza napoletana tra le vetrate liberty e i mobili originali di Ernesto Basile del Grand Hotel Excelsior Vittoria di Sorrento.

La scoperta d’altra parte è solo un diverso punto di vista. E un punto di vista nuovo l’ha regalato la crisi economica che, nel bene e nel male, ha fatto ripensare quel turismo muscolare tutto numeri e alte performance a cui eravamo abituati. Città più piccole, destinazioni più vicine, diversi, e più lenti, mezzi per spostarsi da un luogo all’altro. E chissà se in questo approccio slow non si possa riscoprire una versione più autentica del viaggio. Nelle località di montagna, le piccole stazioni sciistiche stanno cominciando ad avere la meglio su quelle che gridano a gran voce i record di chilometri di piste. Paesini come Braies o Villabassa in Alta Pusteria (che pure il 29 novembre inaugurerà il collegamento sciistico Monte Elmo-Croda Rossa) vivono di silenzio e panorama. A Versciaco, dal 14 dicembre, si potràarrivare in treno e di lì, direttamente alle piste o, con una navetta, a Sesto e Plan de Corones. Giusto per non disturbare la Montagna.

Che è poi la filosofia del numero sempre più importante di SLONS (Snow Lovers No Skiers): quelli che sulle vette ci vanno non per sciare ma per godersi saune, ciaspolate e ossigeno e che, secondo i dati dell’Osservatorio Italiano del Turismo Montano, porteranno 268 milioni di euro a chi saprà adeguarsi al loro ritmo. Di certo, tutta Europa si sta adeguando ai ritmi di chi si muove in bicicletta. Un esercito in crescita che, entro il 2020, conterà 60 milioni di viaggi ogni anno per un fatturato di 7 miliardi di euro. Molto dipenderà dal completamento della rete di percorsi ciclabili di EuroVelo, ma già adesso, cicloturismo non è solo Olanda. Migliaia sono i chilometri tra Londra, Roma e Brindisi, da Capo Nord ad Atene, dal Mare di Barents al Mar Nero. E slow significa soprattutto turismo verde che, in Italia, anche quest’anno ha segnato un incremento del 3 per cento. Fresco di costituzione, l’International Garden Tourism Network è una piattaforma che, per la prima volta, riunirà tutti i protagonisti del settore, dalla Conferenza di Metz Jardins Sans Limites al network inglese di Going Gardens. Fino ai rappresentanti dei Kew Royal Gardens, del nostrano Castel Trauttmansdorff di Merano o del Miracle Garden di Dubai. Obiettivo: far scoprire mete accessibili, vicine, per tutte le tasche e per tutte le età.

Di Manuela Mimosa Ravasi

Donna Moderna

FARE AFFARI CON GLI AFFITTI BREVI

Un recente studio realizzato ha evidenziato come, mentre in Europa il settore degli affitti brevi mostra un tasso di crescita annua pari all’11%, con una domanda attuale che eccede l’offerta per oltre il 10%, in Italia la scelta di un appartamento risulta decisamente inferiore, attestandosi solo attorno a11`8-9% rispetto al 25% degli altri Paesi. Di questa richiesta, l’analisi rivela che oltre il 70% degli affitti in Italia deriva da clienti internazionali, che sempre più frequentemente scelgono di alloggiare in appartamento.

Le limitazioni di tale mercato nascono dal fatto che solo il 15% dei 3,5 milioni di seconde case italiane è disponibile per l’affitto, rivelando un potenziale inutilizzato di circa 800.000 proprietà, che permetterebbe di soddisfare una domanda di locazioni brevi analoga agli standard europei. A ciò si affiancano anche le opportunità di reddito generabile dagli affitti brevi: allo stato attuale, le seconde case rappresentano soltanto un costo – elevato – per i proprietari.

Il mercato degli affitti brevi, ancora più che quello degli hotel, è fatto di tanti piccoli operatori, residence o anche solo singoli proprietari che fanno fatica a sfruttare in pieno tali potenzialità. Per questi ultimi recentemente si sono affermati dei siti vetrina, quali Airbnb o Homeaway, che se da un lato forniscono visibilità ad appartamenti e ville, dall’altro richiedono di amministrare autonomamente l’immobile. Questo implica che i proprietari rispondano alle richieste, gestiscano prenotazioni e pagamenti, preparino gli appartamenti e accolgano gli ospiti. Risulta evidente come molti otterrebbero volentieri un profitto dalle loro seconde case, ma che altrettanti non abbiano il tempo o l’interesse di occuparsene direttamente.

Ed è proprio per rispondere a questa esigenza che Mediterranea ha sviluppato il proprio processo di gestione e commercializzazione di appartamenti per conto di terzi. Andando anche a coprire lingue che magari il proprietario non conosce e ad occuparsi di tutte le pratiche burocratiche.
“I proprietari che hanno scelto la nostra gestione sono persone che dispongono di una seconda casa, vorrebbero ottenerne un reddito, ma non intendono occuparsene in prima persona” spiega il team.
La proliferazione dei siti vetrina, Airbnb in primis, ha fatto avvicinare moltissime persone al mondo degli affitti brevi, che sta diventando il settore per antonomasia della cosiddetta sharing economy: metto a disposizione qualcosa di cui ho la disponibilità, da cui riesco a ottenere un reddito. Ma proprio chi vi si è avvicinato con la volontà di affittare più di una stanza, si è trovato di fronte a mille dubbi: come faccio a rispondere ai russi, brasiliani e cinesi che vorrebbero affittare casa mia? quale contratto applico, che tasse devo pagare, devo avere qualche autorizzazione particolare? Il tutto considerando che la legge italiana non è pensata per il fai da te, ma per residence, b&b, operatori, tutti con regolari autorizzazioni.

E` esattamente in questo contesto che Mediterranea si inserisce col suo nuovo progetto, proponendosi di condividere e diffondere l’expertise acquisita in anni d’esperienza, abilitando chiunque abbia interesse a entrare nel business delle locazioni temporanee, indipendentemente dalla proprietà dell’immobile.

Donna Moderna

Corriere del Ticino

L`AFFITTO BREVE TIENE ALLA LARGA I MOROSI

Ricorrere all`affitto breve è un modo efficace per mettere a reddito gli immobili, come ad esempio la seconda casa che si sfrutta solo pochi mesi l`anno. Una soluzione ideale in tempi di crisi, che consente pure di arrotondare sfruttando l`abitazione principale in caso di una trasferta lavorativa o mettendo a disposizione una stanza in occasione di eventi particolari. Nulla da stupirsi dunque che il mercato degli affitti brevi stia registrando negli ultimi anni numerose di richieste da parte di proprietari, spinti anche dal desiderio di ammortizzare le tasse che gravano sulla casa.

Al momento la locazione breve, che per definizione va da un minimo di tre notti a un massimo di un anno, riguarda solo una piccola parte – circa il 15 per cento – delle case sfitte, ma i vantaggi sono molteplici. È uno strumento efficace per chi ha bisogno di mantenere la disponibilità parziale dell`immobile, ma anche per chi non vuole vincolarsi a un unico inquilino. In quest`ultimo caso, si allontana di molto il rischio insolvenza e sfratto perché con la locazione breve, il rischio locativo passa dal 5-6 per cento a cifre infinitesimali. In un periodo in cui le posizioni lavorative sono molto incerte, i canoni degli affitti tradizionali scendono in media del 4-5 per cento l`anno, nonostante la forte domanda abitativa. Se da un lato crescono le persone impossibilitate ad accedere al mercato delle compravendite, per la difficoltà di ottenere un mutuo bancario, dall`altro viene meno il potere contrattuale dell`offerta. Nell`affitto tradizionale, ai proprietari spetta il difficile compito, in genere con l`intermediazione di una agenzia a cui si paga una quota (una mensilità), di trovare il giusto inquilino, accordandosi spesso per un canone più basso a quello di mercato.
Un frutefere stand-by Con la locazione breve si riesce invece a spuntare prezzi più competitivi e guadagnare di più, soprattutto i primi 2-3 anni. In più, rivolgendosi a un operatore specializzato ci si libera di qualsiasi pensiero. Una specie di stand-by fruttifero che esonera da beghe di gestione, dalla verifica dell`inquilino alla manutenzione, dal check-in/check-out fino alla pulizia, assunte dall`agenzia immobiliare. Ci si può rivolgere a operatori che gestiscono un numero elevato di appartamenti, quali Mediterranea che ha un portafoglio superiore a 150 case nelle principali città italiane ed in diverse località europee, e con cui si può stipulare un contratto di gestione di un anno, ricevendo ogni mese un importo pari o superiore del 10-15 per cento a quello che si otterrebbe mettendo in affitto la propria casa con i canali tradizionali. Oppure a una delle tante agenzie immobiliari specializzate in questo tipo di affitti: in questo caso, il proprietario incassa solo quando l`appartamento trova un locatore. E, infine, ricorrere al fai da te, magari traendo qualche utile spunto da siti come www.medpo.it che fornisce strumenti per avviare un`attività in proprio. Va considerata anche l`ipotesi di affidare il doppio mandato, cioè la ricerca di un inquilino, in attesa di trovare un buon acquirente: chi non desidera svendere il proprio immobile può così incassare un canone d`affitto.
Corriere del Ticino
Giancarlo Dillena – 19 Gennaio 2014

Amica

MEDITERRANEA INSEGNA COME OPERARE NEL SETTORE DEGLI AFFITTI BREVI

Mediterranea, società che gestisce numerose proprietà, fa scuola negli affitti brevi mettendo a disposizione il proprio know-how nel campo delle locazioni temporanee. Mentre in Europa il settore degli affitti brevi cresce dell’ll% l’anno, in Italia il comparto vale solo F8-9% (di cui oltre il 70% fatto di clienti internazionali) del mercato delle locazioni contro il 25% degli altri Paesi.
Due i fattori che frenano la crescita in Italia: da un lato, nonostante l’aumento dei loro costi di mantenimento dovrebbe spingere in questo senso, solo il 15% dei 3,5 milioni di seconde case è disponibile per l’affitto, dall’altro il, settore degli affitti brevi è fatto di piccoli operatori o singoli proprietari che faticano a sfruttare appieno le potenzialità del mercato.
Proprio per loro sono nati vari siti vetrina che però non si occupano della gestione degli immobili, che invece può presentare molti problemi, dal tipo di contratto agli aspetti fiscali. Nasce da qui l’idea Mediterranea di sviluppare un processo di gestione e commercializzazione di appartamenti conto terzi, e poi di metterlo a disposizione degli utenti interessati a operare in proprio, fornendo anche gli strumenti messi a punto negli anni come l’elaborazione del contratto-tipo, il modello di definizione dei prezzi, ed un servizio che permette di gestire asset e prenotazioni in nove lingue online e offline.
Amica
Gaia De Vecchi 13 luglio 2014

Grazia Casa

UN TESORO SOTTO LA (SECONDA) CASA

CI SONO PIÙ DI 3 MILIONI di italiani con un tesoretto che non riescono a sfruttare. Sono i proprietari di seconde cale, colpiti dall’Imu e incapaci di mettere a frutto la loro proprietà. In Italia, per la precisione, si stima che ci siano 3 milioni e mezzo di seconde abitazioni: ma soltanto il 15% viene piazzato sul mercato. La ragione appare chiara. «I proprietari sono in difficoltà, vorrebbero affittarle ma non riescono, oppure hanno paura di farlo» per non lasciare una bella dimora nelle mani di persone poco o per nulla conosciute, spiega Pietro Martani, l’imprenditore che nel 2002, ad appena 29 anni, ha intuito le potenzialità di questa paradossale situazione e’ avviato per la prima volta in Italia la gestione di appartamenti per affitti brevi.
Oggi Martani, presidente di Mediterranea, è considerato uno dei nomi italiani di riferimento nel mercato degli affitti alternativi agli alberghi. «Non chiamateci agenti, siamo dei veri maggiordomi, solleviamo i clienti dalla gestione dei loro immobili, siamo capaci di sporcarci le mani cambiando lampadine, ma in grado di parlare 15 lingue e affittare in tutto il mondo», puntualizza Hay. Tutto è cominciato con i primi 50 immobili presi in gestione a Milano dieci anni fa e messi sul mercato mondiale attraverso il sito web Mediterranea.com. «La svolta però è arrivata nel 2008», continua, «quando ho incontrato Gerard Hay, già nel business degli affitti turistici da1 1983: insieme abbiamo fondato una nuova holding nel settore ricettivo e immobiliare, Mediterranea Private Equity, di cui Mr. Hay è presidente».
Da allora l’attività si è sviluppata velocemente, tanto che oggi Mediterranea è il primo operatore italiano nell’affitto di appartamenti chiavi in mano per manager e turisti, ne gestisce oltre 1.300 in 20 città, tra Italia e resto d’Europa, con oltre 200mila clienti internazionali, mentre la capogruppo Windows on Europe, 182 dipendenti e 22 milioni di fatturato, si è nel tempo ingrandita e controlla in tutto 12 società, tra cui Rentxpress.com, HomeLtd.com e Windows on Italy, attirando l’interesse di molti investitori. «Alla fine dell’anno scorso è entrata nel capitale sociale UnitedVentures, holding italiana con investimenti in imprese innovative in tutta Europa, nominando membro del consiglio d’amministrazione Marco Corradino, il fondatore di Bravofly Volagratis».
Nuovi capitali e nuove competenze che aiuteranno a raggiungere gli ambiziosi obiettivi di crescita. Il numero uno della società punta ad arrivare a quota 10 milioni di fatturato in cinque anni. Come? Grazie anche ad Mediterranea Pro, progetto rivolto agli imprenditori che desiderano replicare il modello di Mediterranea sul loro territorio. «L’offerta di appartamenti privati per affitti brevi», dice Tedeschi-Schimdt illustrando il modello di business dell’iniziativa, «è generalmente affidata a una gestione dispersa e non strutturata, tipicamente familiare o individuale. All’opposto, Mediterranea si caratterizza per il processo professionale, quasi industrializzato, che consente di gestire le unità immobiliari per conto dei proprietari con un servizio completo: acquisizione degli appartamenti, promozione, affitto e contrattualizzazione, manutenzione, pulizia e controllo delle unità, accoglienza dei clienti, servizi di base e ad hoc».

Si parte con oltre cento località, da Courmayeur e Madonna di Campiglio a Verona e Siracusa, alla Costiera Amalfitana ai Laghi di Como, Garda e Maggiore. «Noi ci mettiamo la competenza, le attività di marketing e commerciali, il partner la conoscenza specifica della sua località e i servizi operativi. E al netto della quota spettante alle proprietà», promette Tedeschi-Schmidt, «il margine viene diviso a metà»
Chiara Sasso
Grazia Casa

01 Settembre 2013

UN TESORO SOTTO LA (SECONDA) CASA

CI SONO PIÙ DI 3 MILIONI di italiani con un tesoretto che non riescono a sfruttare. Sono i proprietari di seconde cale, colpiti dall’Imu e incapaci di mettere a frutto la loro proprietà. In Italia, per la precisione, si stima che ci siano 3 milioni e mezzo di seconde abitazioni: ma soltanto il 15% viene piazzato sul mercato. La ragione appare chiara. «I proprietari sono in difficoltà, vorrebbero affittarle ma non riescono, oppure hanno paura di farlo» per non lasciare una bella dimora nelle mani di persone poco o per nulla conosciute, spiega Pietro Martani, l’imprenditore che nel 2002, ad appena 29 anni, ha intuito le potenzialità di questa paradossale situazione e’ avviato per la prima volta in Italia la gestione di appartamenti per affitti brevi.
Oggi Martani, presidente di Mediterranea, è considerato uno dei nomi italiani di riferimento nel mercato degli affitti alternativi agli alberghi. «Non chiamateci agenti, siamo dei veri maggiordomi, solleviamo i clienti dalla gestione dei loro immobili, siamo capaci di sporcarci le mani cambiando lampadine, ma in grado di parlare 15 lingue e affittare in tutto il mondo», puntualizza Beatrice Tedeschi-Schmidt. Tutto è cominciato con i primi 50 immobili presi in gestione a Milano dieci anni fa e messi sul mercato mondiale attraverso il sito web Mediterranea.com. «La svolta però è arrivata nel 2008», continua, «quando ho incontrato Gerard Hay, già nel business degli affitti turistici da1 1983: insieme abbiamo fondato una nuova holding nel settore ricettivo e immobiliare, Mediterranea Private Equity, di cui Mr. Hay è presidente».
Da allora l’attività si è sviluppata velocemente, tanto che oggi Mediterranea è il primo operatore italiano nell’affitto di appartamenti chiavi in mano per manager e turisti, ne gestisce oltre 1.300 in 20 città, tra Italia e resto d’Europa, con oltre 200mila clienti internazionali, mentre la capogruppo Windows on Europe, 182 dipendenti e 22 milioni di fatturato, si è nel tempo ingrandita e controlla in tutto 12 società, tra cui Rentxpress.com, HomeLtd.com e Windows on Italy, attirando l’interesse di molti investitori. «Alla fine dell’anno scorso è entrata nel capitale sociale UnitedVentures, holding italiana con investimenti in imprese innovative in tutta Europa, nominando membro del consiglio d’amministrazione Marco Corradino, il fondatore di Bravofly Volagratis».
Nuovi capitali e nuove competenze che aiuteranno a raggiungere gli ambiziosi obiettivi di crescita. Il numero uno della società punta ad arrivare a quota 10 milioni di fatturato in cinque anni. Come? Grazie anche ad Mediterranea Pro, progetto rivolto agli imprenditori che desiderano replicare il modello di Mediterranea sul loro territorio. «L’offerta di appartamenti privati per affitti brevi», dice Tedeschi-Schimdt illustrando il modello di business dell’iniziativa, «è generalmente affidata a una gestione dispersa e non strutturata, tipicamente familiare o individuale. All’opposto, Mediterranea si caratterizza per il processo professionale, quasi industrializzato, che consente di gestire le unità immobiliari per conto dei proprietari con un servizio completo: acquisizione degli appartamenti, promozione, affitto e contrattualizzazione, manutenzione, pulizia e controllo delle unità, accoglienza dei clienti, servizi di base e ad hoc».

Si parte con oltre cento località, da Courmayeur e Madonna di Campiglio a Verona e Siracusa, alla Costiera Amalfitana ai Laghi di Como, Garda e Maggiore. «Noi ci mettiamo la competenza, le attività di marketing e commerciali, il partner la conoscenza specifica della sua località e i servizi operativi. E al netto della quota spettante alle proprietà», promette Tedeschi-Schmidt, «il margine viene diviso a metà»
Chiara Sasso
Grazia Casa

01 Settembre 2013

Living - Corriere della Sera

LOCAZIONI BREVI PER RIDURRE I RISCHI

Se andare in affitto diventa sempre più conveniente, grazie a canoni scesi in media del 4,5% negli ultimi 12 mesi, e una scelta spesso obbligata a causa delle difficoltà di accesso al mercato delle compravendite, d`altra parte vien meno il potere contrattuale dell`offerta.

La domanda si fa più forte, mentre resta la necessità dei proprietari di mettere a reddito gli immobili, quelle seconde o terze case che spesso non vengono assorbite per l`alto scarto tra l`importo richiesto e le disponibilità di spesa effettive del potenziale inquilino. Intanto, mantenere ad esempio un bilocale di 7o mq nel centro di grandi città costa in media 450-500 euro. È vero che, a leggere l`ultimo rapporto di SoloAffitti e Nomisma, le città metropolitane sembrano mantenersi stabili, ma lì il trend del calo degli affitti è stato anticipato un anno prima.

Che fare, dunque? Per i proprietari può esser interessante intraprendere la strada della locazione breve, che oggi riguarda solo una piccola parte (15%) del totale delle case sfitte. «Nell`affitto tradizionale l`attesa di un inquilino adatto può risolversi, magari con l`intermediazione di un`agenzia a cui pagare una quota, con l`incontro a canoni più bassi di quelli di mercato – commenta Marie Fava, responsabile portafoglio di Mediterranea, operatore europeo attivo nella gestione degli affitti brevi -.
Rendimenti bassi che si aggiungono a un aumentato rischio locativo, perché le posizioni lavorative sono incerte. Con la locazione breve il rischio locativo non si annulla, passa però dal 5-6% a cifre infinitesimali». Ci sono diverse condizioni da considerare, ma rivolgersi a un operatore specializzato in questo campo può rivelarsi a conti fatti vantaggioso. Uno stand-by fruttifero, insomma. che esonera Se andare in affitto diventa sempre più conveniente, grazie a canoni scesi in media del 4,5% negli ultimi 12 mesi, e una scelta spesso obbligata a causa delle difficoltà di accesso al mercato delle compravendite, d`altra parte vien meno il potere contrattuale dell`offerta.

La domanda si fa più forte, mentre resta la necessità dei proprietari di mettere a reddito gli immobili, quelle seconde o terze case che spesso non vengono assorbite per l`alto scarto tra l`importo richiesto e le disponibilità di spesa effettive del potenziale inquilino. Intanto, mantenere ad esempio un bilocale di 7o mq nel centro di grandi città costa in media 450-500 euro. È vero che, a leggere l`ultimo rapporto di SoloAffitti e Nomisma, le città metropolitane sembrano mantenersi stabili, ma lì il trend del calo degli affitti è stato anticipato un anno prima.

Che fare, dunque? Per i proprietari può esser interessante intraprendere la strada della locazione breve, che oggi riguarda solo una piccola parte (15%) del totale delle case sfitte. «Nell`affitto tradizionale l`attesa di un inquilino adatto può risolversi, magari con l`intermediazione di un`agenzia a cui pagare una quota, con l`incontro a canoni più bassi di quelli di mercato – commenta Marie Fava, responsabile portafoglio di Mediterranea, operatore europeo attivo nella gestione degli affitti brevi -.
Rendimenti bassi che si aggiungono a un aumentato rischio locativo, perché le posizioni lavorative sono incerte. Con la locazione breve il rischio locativo non si annulla, passa però dal 5-6% a cifre infinitesimali». Ci sono diverse condizioni da considerare, ma rivolgersi a un operatore specializzato in questo campo può rivelarsi a conti fatti vantaggioso. Uno stand-by fruttifero, insomma. che esonera da beghe di gestione: molti impegni – dalla verifica dell`inquilino alla manutenzione, dal checkin/check-out fino alla pulizia – sono assunti dall`agenzia immobiliare.
«Ogni appartamento ha proprie caratteristiche – premette Marie Fava -. Grosso modo, rispetto a un affitto tradizionale, con noi i proprietari possono guadagnare di più, soprattutto i primi 2-3 anni. Se immaginiamo una casa a Milano che rende mille euro al mese, ai umila euro potenziali del primo anno si devono infatti sottrarre costi di agenzia, amministrativi e di imposta di registro, che riducono alla metà le entrate. Milano ha un tasso di copertura di 8-9 mesi, e possiamo anche concedere il 10% in più di canone per coprire i mesi mancanti. E comunque dopo due anni, mentre con l`affitto classico il proprietario incasserebbe l`equivalente di i8 mensilità, con il breve si arriverebbe a 20». Con più flessibilità. Se si vuol vendere la casa, si può dare all`agenzia il doppio mandato: la si affitta e nel frattempo si cerca l`acquirente. Il singolo proprietario, da solo, avrebbe meno strumenti per gestire, perché ci sono target particolari di turisti e manager che possono essere intercettati grazie alla rete di pubblicità e partnership avviata da società di gestione come Mediterranea, il cui servizio si paga in maniera indiretta, con un costo a carico dell`affittuario che varia in funzione della zona e del tipo di cliente. Non sono previste spese di intermediazione, e i costi di registrazione del contratto sono a carico dell`agenzia. «Il proprietario sa di incassare una cifra prestabilita, mensilmente, per ogni periodo in cui l`appartamento è occupato.

È quindi interesse comune – spiega Marie fava mantenere alta la redditività della casa». La soluzione ben si adatta anche alle prospettive di investimento immobiliare all`estero, scegliendo mete in grado di assicurare i migliori rendimenti e mantenere il valore dell`immobile nel tempo. Senza contare la possibilità di utilizzare l`appartamento quando serve, sospendendo per alcuni periodi la disponibilità ad affittare. «Miami Beach ha un mercato soprattutto di seconde case, dove il rendimento si attesta sul 5% netto afferma Massimo Nicastro, ceo di South Beach Estates -. Cambio favorevole, procedure d`acquisto semplici ed economiche, completa trasparenza dei dati degli immobili, disponibili su un unico database a tutti gli operatori, sono alcuni dei vantaggi. Superatala crisi, il mercato è in forte accelerazione

Lea Anouchinsky

Living (Corriere della Sera); 28 Novembre 2013

Il mondo

CASA DOLCE CASA ANCHE IN VACANZA

Tra Isi e Imu, tra Tasi, Tarsi e tasse varie, anche in Italia le case sono un costo. Per non dire della difficoltà di venderle, visto l`andamento del mercato degli immobili che per il bel paese segnala nell`ultimo anno un calo medio dei prezzi intorno al 13 per cento. Tuttavia il mattone rimane una ricchezza, in particolare se si riesce a metterlo a reddito, non (s)vendendolo, ma sfruttando la crescente domanda di affitti brevi.
E` con questa premessa che Mediterranea, operatore italiano leader in Europa nelle locazioni temporanee e nella gestione di immobili per conto dei proprietari, già presente nelle principali città italiane, anche tramite partner locali avvia la propria attività presenta i dati sulla richiesta di soggiorni brevi in Italia.

I dati parlano chiaro: le potenzialità turistiche inespresse in Italia sono infinite e quelle degli affitti brevi sono notevoli. Tuttavia c`è ancora molto ritardo. Improvvisarsi gestori della propria casa non è però semplice, considerato anche il mercato di riferimento internazionale. “Proponiamo – afferma Marie Fava, co-fondatore di Mediterranea, specializzata nella gestione di immobili per conto dei proprietari rivolgendosi in particolare al mercato estero – un processo professionale di gestione delle proprietà che consente di gestire le unità immobiliari per conto dei proprietari, con un servizio a 360 gradi: promozione attraverso canali fisici e online, affitto e contrattualizzazione, manutenzione, pulizia e controllo delle unità, accoglienza dei clienti – italiani e internazionali – provvedimento dei servizi di base e creazione di servizi ad hoc. I proprietari hanno diversi vantaggi: si assicurano la gestione completa dell`appartamento, ma in modo flessibile, possono cioè utilizzare le proprie unità per periodi determinati in caso di necessità. Soprattutto ottengono un reddito, andando a coprire gli oneri e maturando una certa redditività” Da segnalare che Mediterranea ha sviluppato nel tempo un sofisticato sistema di marketing in grado di raggiungere la clientela internazionale, derivante dalla confluenza di differenti marchi, canali web, un booking center internazionale in 9 lingue e un`architettura proprietaria di pubblicazione e distribuzione. “Da un lato – aggiunge l’eclettica Marie – intendiamo sfruttare il patrimonio immobiliare che c`è già, usarlo al meglio, renderlo volano dell`economia senza dover obbligare a ulteriori investimenti, dall`altro lato contribuire a modernizzare l`offerta ricettiva, adeguandola maggiormente alle più evolute realtà internazionali e dare una sferzata al turismo, con notevoli vantaggi economici complessivi per tutta l`area”
Un focus su Bergamo
STRANIERI CHIEDONO SOLUZIONI EXTRAALBERGHIERE (+16%)
Secondo il Rapporto dell`Osservatorio Turistico della Provincia di Bergamo, gli ultimi dati indicano in più di 1 milione e 870mila le presenze estere, a fronte di 955mi1a arrivi. La permanenza media si colloca a 1,9 giorni. La tendenza è quella di privilegiare le strutture non alberghiere (affittacamere, seconde case, residence), VARIAZIONE % STRUTTURE DI RICEZIONE TRA IL 2007 E IL 2013 (RAPPORTO ANNUALE OSSERVATORIO TURISTICO 2012 PROVINCIA BG) 300 250 200 150 100 50 -50 ostelli B&B Case vacanze Alberghi 1-2 stelle 1a
non solo per ragioni economiche, ma perché garantiscono maggiori flessibilità e privacy rispetto all`albergo. Sempre secondo il medesimo Rapporto, proprio il settore extra-alberghiero nel 2012 ha segnato un deciso incremento complessivo (+5,8%) rispetto al 2011, ben maggiore tra gli stranieri (+16%) che gli italiani (+1,7%).

MANAGER VIAGGIATORI E TURISMO CONGRESSUALE (+37,3%) – Da porre l`accento sul dato in aumento dei manager viaggiatori che gravitano intorno al fitto tessuto imprenditoriale che esprime eccellenze come Brembo, Tenaris, Kilometro rosso, per non dire delle numerose istituzioni finanziarie. Se è vero che gran parte delle aziende sorgono in provincia.

TURISTA ITALIANO Interessato soprattutto se viaggia con famiglia Ogni cliente viene accompagnato nell`appartamento di un City Manager che gli fornirà direttamente tutte le informazioni di cui ha bisogno Imprescindibile Interessato ad apt (appartamento) in zona centrale ma non solo Esigenza di più posti letto e spesso di lettini per bambini i manager, che magari devono fermarsi per più giorni, chiedono di risiedere in appartamenti e case nel centro della città bassa o nella città alta. In evidenza (sempre secondo l`Osservatorio della Provincia) il turismo congressuale, con 299.441 partecipanti presso i vari spazi nel 2012: Centro Congressi Giovanni XXIII, Seminario Vescovile, Ente Fiera Bergamo Promoberg, Casa del Giovane, Università, Centri Congressi di Castione della Presolana e di Selvino. Questo settore ottiene un fortissimo incremento (+37,3%). Non solo, da sottolineare l`incidenza del segmento internazionale (dall`1,8% al 2,8%) e il quasi raddoppio di quello nazionale (dal 17,2% al 36,3%).

PRIMA LA GERMANIA, CRESCONO I PAESI TURISTA STRANIERO MANAGER Interessato ad abitare in case del luogo a contatto con la dimensione locale della città Assistenza in lingua rispetto ad ogni informazione necessaria Imprescindibile Interessato ad apt prevalentemente in zona centrale Esigenza di più posti letto e spesso di lettini per bambini Ha più flessibilità di gestione rispetto all`albergo, soprattutto se deve fermarsi per più giorni, può cucinarsi da sé e su richiesta avere a disposizione un servizio di pulizie Per il Manager è fondamentale poter alloggiare in una posizione strategica sia rispetto all`ufficio che ad aree ricche di servizi Imprescindibile Interessato ad un`offerta di apt in zona centrale o adiacente zona ufficio Alcuni manager se si fermano a lungo richiedono appartamenti capienti dove le famiglie possano eventualmente raggiungerli nei weekend Aspetto sentito soprattutto dai Manager che possono vedere slittare la propria agenda e aver bisogno di estendere la prenotazione sul proprio alloggio DELL`EST – Per quanto riguarda la provenienza dei turisti esteri a Bergamo, sempre nel 2012, ciò che colpisce è la varietà dei paesi di provenienza. A fare la parte del leone per presenze è la Germania (8,2%), seguita dalla Spagna (8,2%), dal Regno Unito (7,2%), dalla Francia (6,6%). In crescita le presenze dei paesi dell`Est Europa tra cui spiccano Russia (4,9%), Polonia (3,6%) e Romania (3,5%). Significativo il dato degli Stati Uniti d`America (3,3%).

DOMANDA AFFITTI BREVI CRESCE IN ITALIA ED EUROPA – Il quadro bergamasco riflette l`indicazione nazionale. Secondo dati Istat riportati nel Rapporto ONT – Osservatorio nazionale del turismo, degli oltre 48 milioni e 700mila stranieri arrivati in Italia nel 2012, oltre 9 milioni e 800mila hanno scelto il soggiorno in strutture extra-alberghiere, con un incremento del 4% sull`anno precedente. Del resto non bisogna dimenticare che il mercato degli affitti brevi in Europa è ancora più sviluppato, conta 42 milioni di viaggiatori e vale 20 miliardi di euro. A fornire questi dati è l`Osservatorio indipendente PhocusWright, secondo cui nel 2011 il 25% dei viaggiatori europei ha scelto per i propri soggiorni appartamenti, case, ville. ORLO AL SERIO, UNA PORTA SUL MONDO – A determinare la nuova domanda in affitti brevi è anche lo sviluppo dell`aeroporto di Orio al Serio, di cui tanta parte dei passeggeri in transito, in particolare quelli provenienti dal Nord Europa, optano, magari per un soggiorno di uno/due giorni, per l`appartamento in città invece dell`albergo. Nel dettaglio nel 2013 l`aeroporto di Orio al Serio ha mantenuto i suoi 9 milioni di passeggeri, contro un calo medio del 2-3% per la generalità degli scali italiani, assicurando flussi costanti con 120 collegamenti su base annuale, in stragrande maggioranza verso l`Europa e l`Est (Wizzair secondo vettore con 18 destinazioni).

MEDITERRANEA IN PILLOLE – UN COLOSSO DELLA SECONDA CASA, MEDITERRANEA È UN`AZIENDA DEL GRUPPO MEDITERRANEA Private Equity, CHE HA UNA LUNGA TRADIZIONE DI ASSET MANAGEMENT LEGATO AD APPARTAMENTI E UFFICI SERVITI PER AFFITTI DI BREVE E MEDIO TERMINE. ATTUALMENTE IL GRUPPO GESTISCE PIÙ DI 1.000 PROPRIETÀ IN 20 LOCALITÀ EUROPEE; L`OFFERTA SPAZIA DA UFFICI SERVITI PRESSO BUSINESS CENTER, AD APPARTAMENTI E RESIDENCE NELLE PRINCIPALI CITTÀ ITALIANE ED EUROPEE, A VILLE E CASE VACANZE IN TOSCANA E SUI LAGHI. MEDITERRANEA Private Equity OPERA TRAMITE UNA SERIE DI AZIENDE: MEDITERRANEA Locazioni Brevi internazionali: AFFITTI BREVI DI APPARTAMENTI GESTITI PER MANAGER E TURISTI INTERNAZIONALI NELLE PRINCIPALI CITTÀ IN ITALIA E IN EUROPA;
MEDITERRANEA Immobiliare Internazionale: Agenzia immobiliare per affitti a professionisti, dipendenti e diplomatici in trasferta per periodi tra i 6 ed i 18 mesi che desiderano case complete di tutto che li facciano sentire a casa, incluse di governante auto disponibile a seconda delle esigenze del momento.

L’agenzia immobiliare inoltre cura la vendita di immobili in italia per clienti internazionali, inclusi fondi di investimento immobiliari che richiedono immobili già operativi nel settore delle locazioni brevi e redditività comprovata.

MEDITERRANEA Investments: Società sostiene i costi per rinnovare le case di proprietari a proprie spese per poi recuperare le somme investite attraverso le locazioni brevi internazionali e/o la vendita a seconda dell’obiettivo della proprietà. Opera attraverso pool di finanziatori, tra cui i principali sono il gruppo Rotshild e Hottinger & Cie S.A..

IL MONDO

Aprile 2014

Metro (Firenze)

POCHI PROBLEMI ED ENTRATE CERTE

È un servizio comodissimo. Se qualcosa si rompe, mandano loro l’idraulico e ogni metà mese mi arriva il bonifico in banca». È da circa dieci anni che Enrico Fantoni, 75 anni, ingegnere pensionato e proprietario di sei piccoli appartamenti a Firenze, si affida alla struttura di Mediterranea, specializzata nella gestione di affitti brevi per aziende e turisti stranieri. «Quando nel 2001 presi queste case per riaffittarle, non riuscivo a trovare un affittuario. Oggi, con questa formula, i miei bilocali sono affittati per l’80% del tempo, quando va bene».

È soddisfatto dei ricavi ?
Fino al 2008 andava bene, oggi c’è la crisi e anche per gli affitti brevi è un momento difficile. Rispetto alle locazioni tradizionali, però, Mediterranea paga ogni mese come una banca. L’inquilino, invece, non è sempre detto che paghi.

Quanto guadagna all’anno?

Adesso, in questi ultimi anni di crisi, sto affittando a prezzi un po’ più bassi: prima chiedevo 900 euro per bilocale, oggi 700 euro al mese. E gli appartamenti sono occupati per il 70% del tempo, un po’ meno di prima.

A questo deve applicare un pesante prelievo fiscale?
Sì, ma non è un grosso problema non poter optare per la cedolare secca. In ogni caso conviene solo se si fanno contratti 1+1, perché non consente di rivalutare i canoni in base all`indice Istat sull’inflazione.

Quali sono i costi del servizio?
Di fatto per me non c’è alcun costo. Se un bilocale come il mio viene affittato mediamente a mille euro, io posso anche chiedere mille euro. Poi però, considerando che Mediterranea aggiunge a questa mia richiesta il costo del suo servizio a carico dell’affittuario, il rischio è di non riuscire ad affittare l’immobile. Forse per chi ha un solo appartamento non è così conveniente, ma nel mio caso con questo sistema un anno di appartamento sfitto lo recupero anche in pochi mesi.

Ha mai riscontrato problemi nel servizio?

Per me è l’ideale. Vivo un po’ a Firenze e un po’ in Riviera Ligure, dove ho ereditato una villa dove organizzo matrimoni. Non bisogna entrare in contatto con gli affittuari, né mi è mai interessato sapere chi fossero. Ho il resoconto in tempo reale online ed entro ogni 15 del mese ricevo gli affitti del mese precedente. All’agenzia affido gli appartamenti, loro si occupano della loro verifica, della biancheria e degli arredi necessari.

Centro Valle (Giornale Sondrio)

SECONDE CASE, ECCO LA SOLUZIONE

MADESIMO (zmr) Il numero eccessivo di appartamenti sfitti è, da sempre, considerato uno dei problemi principali per Madesimo. Ora la località ha messo in atto una partnership che potrebbe portare a sviluppi positivi.
Il Comune di Madesimo, tramite il Consorzio di Promozione Turistica di Madesimo, ha firmato una partnership con Mediterranea, primo operatore italiano e tra i primi europei nel campo della gestione e locazione di appartamenti per uso turistico-residenziale. Scopo della partnership, è veicolare l’offerta para-alberghiera di Madesimo proponendola a una clientela qualificata, non solo italiana. A Madesimo esistono oggi 4000 proprietà che vengono occupate mediamente dieci giorni l’anno. Nella gestione dell`appartamento, Mediterranea consente al proprietario di utilizzarlo per i periodi da lui richiesti e di metterlo a reddito per locazioni di brevi-lunghi periodi nei rimanenti.
«Con questa operazione dice Francesco Comotti, amministratore del Consorzio di Promozione Turistica di Madesimo – da un lato intendiamo sfruttare il patrimonio immobiliare che c’è già, usarlo meglio, renderlo volano economico, senza dover obbligare a ulteriori investimenti, dall’altro lato contribuire a modernizzare la nostra località, riportandola al passo con le più evolute realtà internazionali: solo in questo modo il nostro turismo alpino contrastare l’attuale trend recessivo».
«Vogliamo provare – afferma Gerard Hay, amministratore delegato di Mediterranea – a fornire un punto di riferimento per la gestione dell’offerta ricettiva para-alberghiera nelle località turistiche montane: assieme a Madesimo sono allo studio identici progetti in altre primarie località alpine italiane. Madesimo come località e i monti dello Spluga come contesto alpino, hanno tantissimo da offrire, sono competitivi da tanti punti di vista e si meritano quindi un aumento dell’affluenza complessiva».

CENTRO VALLE (GIORNALE DI SONDRIO)

Sabato 12 Gennaio 2013

Il Sole 24 Ore (Casa Plus)

AAA AFFITTASI A IMPRESE O AMBASCIATE

L’housing, in molti casi, è un benefit aziendale e ci sono proprietari immobiliari che ogni mese vivono di questo. Si rivolgono direttamente a grandi aziende, magari tramite agenzie specializzate, per mettere a reddito i loro appartamenti e correre meno rischi. Affittare casa a un’impresa, un’ambasciata o un’organizzazione internazionale è possibile e garantisce canoni certi ogni mese, senza costi aggiuntivi o ribassi.
In realtà è un fenomeno contenuto in Italia, ma è in aumento. «Sempre più aziende preferiscono fidelizzare le proprie risorse con alcuni benefit, in un momento di crisi in cui rischiano di perdere professionalità – racconta Giorgio Ranghetto, business development manager di Crown Relocations, società di servizi specializzata in trasferimenti e traslochi aziendali – e per loro, rispetto a un aumento in busta paga, dare una casa in affitto al dipendente ha un carico fiscale minore. In generale l’Italia non è un paese target per le multinazionali, ci sono molti più dipendenti che espatriano che dipendenti che si trasferiscono qui. Ma stanno aumentando anche le realtà italiane che, per non perderli, concedono l’housing ai propri manager». A questo si aggiungono la crescente attenzione delle imprese ai costi fissi, la dismissione degli asset immobiliari di proprietà (come stanno facendo Unicredit, Enel o Snam).
La domanda crescente di affitti intestati alle aziende trova terreno fertile tra i tanti proprietari italiani che cercano una fonte aggiuntiva di reddito o un modo per ripagarsi l’Imu. Sono loro a intercettare esigenze come il repentino cambio di un direttore finanziario, il rinnovo di un top management, il distacco per alcuni anni di un manager internazionale (i cosiddetti expatried). E una volta trovato l’inquilino i vantaggi sono diversi: la costanza dei pagamenti (spesso trimestrali) garantiti dall’azienda, il deposito cauzionale quasi sempre almeno di sei mesi e un canone più alto della media. Unico svantaggio: l’impossibilità di optare per la cedolare secca. Quindi si avrà un’imposizione sui redditi da locazione tradizionale, che varia in base al reddito complessivo del proprietario. Il contratto d’affitto spesso è scritto dal legale dell’azienda, ma si tratta di accordi tradizionali (con durate che vanno dal solito 1+1 al 2+3, più difficile il 4+4) con una richiesta di almeno tre mesi di preavviso.
Farsi assistere da realtà specializzate, che soprattutto aiutino a intercettare la domanda, è consigliabile e in alcuni casi senza costi aggiuntivi. Ad esempio Crown Relocation è attiva dal 2000 in Italia e l’anno scorso ha affittato ad aziende circa un migliaio di appartamenti (per 3 milioni di euro di fatturato): il servizio è a carico dell’azienda, il proprietario non paga nulla e mette solo a disposizione il suo appartamento. Se l’immobile risponde alle richieste dell’impresa (soprattutto in base alla location e alla disponibilità “chiavi in mano”), l’importante è che nel budget di quest’ultima rientri sia l’affitto sia il costo del servizio Crown Relo (che oltre alla ricerca può comprendere l’imbiancatura, la registrazione del contratto, l’apertura delle utenze, e così via). «Recentemente – racconta Ranghetto – abbiamo seguito il trasferimento a Milano di un intero dipartimento aziendale: erano 50 famiglie, in cerca di affitti tra i 600 e i 900 euro al mese. La zona viene richiesta dal dipendente, alcuni volevano stare in centro città, altri più in periferia in soluzioni semi-indipendenti». C’è poi chi, come Mediterranea, punta più sul business degli affitti brevi, di una settimana o massimo due mesi a realtà come Louis Vuitton, Sky, Feltrinelli, Rcs o il teatro La Scala. Affidare un appartamento al network non ha costi: «Noi chiediamo la disponibilità della residenza almeno per un anno – spiega la responsabile marketing, Isabella Strada – e poi ci occupiamo di tutto noi. Con il proprietario concordiamo solo l’importo del canone, a cui poi aggiungiamo i costi del nostro servizio che vanno a carico delle aziende. I soggiorni brevi hanno un costo maggiore, quindi solitamente su Roma e Milano il proprietario guadagna al mese come un affitto tradizionale di lunga durata».
Inaugurato da poco, infine, il programma RE Corporate del network Santandrea, che finora ha seguito una quarantina di locazioni residenziali intestate ad aziende. Essendo però un’agenzia immobiliare, in questo caso è previsto un costo una tantum per il proprietario, una provvigione in linea con il mercato sul canone annuo pattuito (di solito pari al 10%).
«Per un top manager le aziende hanno budget che vanno dai 2.500 ai 3mila euro al mese – racconta Flavio Angeletti, responsabile del programma-. Ci sono contratti intestati direttamente alle aziende, che poi cedono a uso foresteria a un loro dipendente e spesso sono coperti da garanzie fidejussorie, semestrali o annuali. Oppure, in alcuni casi, il contratto viene intestato direttamente al manager che poi viene rimborsato dalla sua azienda, e in questo caso si può optare per la cedolare secca».

Di Michela Finizio

CASA 24 – IL SOLE 24 ORE – Giovedì 17 Gennaio 2013

Corriere di Verona

VORREI AFFITTARE LA MIA CASA PER QUALCHE GIORNO OGNI MESE. POSSO FARLO ANCHE CON QUELLE DI AMICI E PARENTI?

Risponde Marie Fava
(Marie Fava, responsabile portafoglio appartamenti Mediterranea, ha risposto di persona, con professionalità, a più di 50 lettori, che hanno scritto a Corriere di Verona sul business degli affitti brevi.)
Non ci si improvvisa gestori di appartamenti. Per dedicarsi al business degli affitti brevi bisogna:
> Analizzare la richiesta e l’offerta della zona: alberghi, residence, case vacanze e appartamenti, pricing e differenze qualitative. Funzionano meglio le aree con maggior afflusso turistico e di clientela business.
> Occuparsi degli adempimenti burocratici: ottenere autorizzazioni relative all’immobile o strutturarsi in forma di agenzie con determinati oggetti sociali. Va elaborato un contratto che regoli i rapporti con il proprietario e poi, avviata l’attività, bisogna occuparsi delle denunce alla Pubblica sicurezza di ogni inquilino.
> Crearsi un portafoglio con almeno una decina di appartamenti per rispondere alle esigenze dei clienti. Si inizia con il proprio appartamento e con quelli di amici e conoscenti; una volta ottenuti i primi successi, diventa più semplice aumentare la fiducia di altri proprietari e il portafoglio di appartamenti gestito.
> Dotarsi di un’organizzazione operativa. Con personale proprio oppure con collaboratori esterni per check in e check out, pulizie e cambio biancheria, piccola manutenzione e problemi dei clienti.
> Farsi conoscere. Utilizzare canali specializzati ín case vacanza, creare un sito Internet. Sfruttare Google.
Se uno desidera semplicemente mettere a reddito una o più proprietà, può affidarsi a un gestore professionista come Mediterranea, che sí occupa di tutti gli aspetti operativi, commerciali e promozionali.

Casaviva

TUTTI PAZZI PER GLI AFFITTI BREVI

Arrangiamoci!

SFRUTTA QUELLO CHE HAI PER FARE SOLDI

Chi l’ha detto che si può guadagnare e fare impresa solo con grandi investimenti? In tempi difficili, ognuno di noi deve valutare i beni che possiede e utilizzarli al meglio. Avete una casa, un balcone, un terrazzo? Potete farli rendere. Un ufficio, un’auto e persino la bicicletta. Casaviva vi spiega come fare. E se non avete nulla, vi restano testa, tempo e competenze. Usateli!

per chi HA UNA CASA

Tutti pazzi per gli affitti brevi
Tra le proposte più innovative del settore immobiliare, l’affitto a giorni desta curiosità e business

8 italiani su 10 vivono in una casa di proprietà. Se ne hai una, puoi farla diventare una fonte di reddito. Al di là della formula già nota del bed & breakfast (in Italia ce ne sono già 20mila) la novità per chi ha una stanza in più o un appartamento che non occupa sempre è l’affitto breve: si dà in locazione, ma solo per pochi giorni o mesi. Il mercato degli affitti brevi, in Europa, è composto da 42 milioni di viaggiatori e vale 20 miliardi di euro. Il canale di prenotazione favorito è il Web, soprattutto per gli stranieri. Ecco come fare.

DA PRIVATO: AFFITTA LA TUA CASA

Per affittare “a breve” la tua casa, puoi rivolgerti a un’agenzia specializzata. Mediterranea offre appartamenti chiavi in mano, da poche notti a più di un anno. L’ha fondata quasi 10 anni fa, Marie Fava e William Hay, creando un sito (www.medpo.it) che oggi gestisce numerosi appartamenti e ville in diverse città italiane ed europee. «Aiutiamo a far fruttare un appartamento» spiega Maria Fava. «Il proprietario si libera dalla gestione burocratica e dalle seccature della manutenzione e non è più vincolato dal contratto di affitto tradizionale e può usare il suo appartamento in certi periodi».

Come si trovano i proprietari?

Luca Vicentini si è rivolto a Mediterranea per far rendere la sua casa. Da anni lavora a Londra e ha voluto mantenere il suo appartamento a Roma: 150 mq, tre stanze, due bagni. «Ho sottoscritto con Mediterranea un accordo commerciale, per la gestione dell’appartamento. Da due anni si occupano loro di selezionare i clienti, della pulizia e della manutenzione dell’appartamento. In genere, affittano per periodi di cinque-sei mesi. Le spese di condominio e le utenze sono a carico mio. Percepisco da Mediterranea un importo annuale che corrisponde a circa il 3,50-4,50% del valore dell’immobile, al lordo delle spese. Rispetto ai contratti di quattro anni più quattro, la liquidità è ravvicinata, di circa il 20% superiore a quella di un affitto tradizionale». Spiega Marie Fava: «Con il proprietario, si può stabilire una quota mensile o giornaliera, che in genere corrisponde a 1/15 di quella mensile. Quindi è più vantaggioso un affitto per brevi periodi. E l’appartamento in caso di necessità è subito disponibile».

di Silvia Virzilli

Casaviva – Ottobre 2012

Il Mondo

CHEAP & CHIC VA DI MODA LA CASA

Grazie al web la grande offerta di seconde abitazioni al mare e in montagna, in Italia e all’estero, attira sempre più turisti. Per soggiorni relax in famiglia e tra amici.

Sarà stato l’esplodere della crisi economica o l’utilizzo crescente di internet che ha fatto aumentare la possibilità di scelta, ma a partire dal 2008 è cresciuto in tutto il mondo il numero delle persone che hanno scelto la formula delle case vacanza per le ferie estive e per i weekend lunghi. La domanda è raddoppiata in America e anche gli europei si sono adeguati. Soprattutto quando ci sono bambini al seguito, la casa vacanza diventa la soluzione più pratica ed economica rispetto ad alberghi, villaggi e residence, senza contare il vantaggio di potersi preparare da soli i pasti e di concedersi il piacere di una cena o un pranzo fuori quando si decide. Anche l’Italia non fa eccezione e crede nel filone low cost (vedere servizio a pagina 54). Nel 2011 il comparto delle case vacanze è cresciuto del 15% rispetto al 2010 e le attese per la prossima estate sono di un ulteriore incremento. Elaborando i dati ricavati attraverso il suo sito www.casevacanza.it, l’ufficio studi di Immobiliare.it, leader del settore con oltre 3 milioni di annunci attivi ogni giorno, mette in luce come sempre più italiani scelgano di trascorrere le ferie in una casa, avendo registrato un aumento sia nella domanda sia nell’offerta. «Motivi di budget impongono ormai molta attenzione nella pianificazione delle spese familiari», spiega Carlo Giordano, amministratore delegato di Immobiliare.it. «Ma piuttosto che diminuire il periodo di ferie a una sola settimana, oppure ripiegare su un albergo più economico, si cercano nuove soluzioni. Le case sono scelte soprattutto dalle famiglie, ma anche da gruppi di amici». Una vacanza di questo tipo risulta, infatti, decisamente più conveniente. Tanto per fare un esempio, un appartamento con quattro posti letto (in genere, due locali e servizi) mediamente costa 750 euro per una settimana, circa 25 euro a persona per notte rispetto a un costo in albergo di media categoria da 55 euro a notte.

SOLUZIONI PER TUTTE LE TASCHE

In Italia c’è ormai un’ampia scelta di case vacanze, dal Nord al Sud, con offerte che vanno da un minimo per settimana di 410 euro in Basilicata a un massimo di 1.360 euro in Costa Smeralda (vedere tabella nella pagina accanto). Il prezzo ovviamente può variare a seconda del periodo (nel mese di luglio la quotazione dell’affitto è del 30-40% più bassa rispetto ad agosto) oppure se si chiedono servizi aggiuntivi, come le pulizie. Per attirare nuovi clienti, in molte località le case per le vacanze stanno applicando il meccanismo del last minute. Ed ecco che, chi prenota all’ultimo momento, può fare veramente ottimi affari. In Salento lo sconto medio arriva a 100 euro per settimana, la costa campana applica riduzioni di tariffe fra i 100 e i 200 euro, ma è in Sardegna che si ottengono gli sconti maggiori: se ad Alghero i proprietari hanno ribassato i prezzi di oltre 200 euro, a ridosso della Costa Smeralda, a San Teodoro, si può arrivare a risparmiare fino a 420 euro a settimana. Fuori dal coro le città d’arte: a Firenze le riduzioni applicate agli affitti prenotati pochi giorni prima della partenza sono pari in media a 80 euro, mentre a Roma lo sconto arriva appena a 37 euro.

FORMULE ALTERNATIVE

Ma chi sceglie una casa per le vacanze non necessariamente richiede una soluzione classica. Anzi. Internet ha reso disponibile una quantità di informazioni prima non accessibili e così dalla ricerca di una generica casa da affittare in una località turistica si passa a soluzioni nuove e particolari. Non a caso le mete di turismo alternativo (sempre nelle case) sono aumentate del 44%. Chi decide di affittare un immobile per le vacanze, può, per esempio, scegliere una dimora d’artista nell’entroterra catanese, dove la proprietaria-pittrice offre ai suoi ospiti tele, cavalletto e pennelli per un corso di pittura all’aria aperta (da 864 euro). Si può soggiornare in provincia di Teramo, in una villa divisa in appartamenti e inserita all’interno di un parco botanico con oltre 40 specie vegetali differenti (da 300 euro a settimana), ma anche ad Arezzo, in una suite totalmente indipendente ricavata in un mulino seicentesco (da 600 euro).

MORDI E FUGGI ALL`ESTERO

La casa vacanza, infine, sta diventando una soluzione sempre più gettonata anche per brevi soggiorni all’estero, per esempio nelle capitali europee, anche a causa delle crescenti offerte di voli low cost (della serie: acquistato il viaggio a poco prezzo, cerco l’alloggio più economico). Secondo uno studio elaborato dal gruppo Windows On Europe, il mercato degli affitti brevi in Europa è composto da 42 milioni di viaggiatori ed è valutato 20 miliardi di euro. La domanda è in crescita e si stima che nel 2011 il 25% dei viaggiatori europei abbia soggiornato in una casa, villa o appartamento. Ma quanto costa affittare un miniappartamento in una capitale del Vecchio Continente? Pietro Martani, fondatore e ad della società (1.200 appartamenti tra Italia ed estero), spiega che «a differenza degli hotel, il prezzo di un appartamento è il risultato di una serie di fattori tra cui lo stato dell’immobile in cui è inserito, delle rifiniture, dell’arredo, delle dotazioni, della posizione e via dicendo. A differenza dell’hotel, che prevede un prezzo a persona, il costo si riferisce all’abitazione. Per esempio, un weekend lungo (tre notti) a Londra o a Parigi in un bilocale (fino a quattro posti letto) oggi può variare indicativamente dai 420 euro ai 960 euro e la sua ubicazione è sempre molto centrale».

INTERNET
Per affittare una casa vacanza utilizzando internet, le possibilità sono due: rivolgersi direttamente ai proprietari attraverso i vari portali, oppure al sito di un gestore professionista. Ci sono vantaggi e svantaggi in entrambi i casi. Nel primo si riesce sicuramente a risparmiare, anche trattando sul prezzo. Ma attenzione: non sempre le foto pubblicate sui siti sono veritiere, non c’è nessuna garanzia sullo stato dell’appartamento, è più difficile trovare commenti da parte di clienti precedenti, non sempre si ottengono contratti completi e affidabili. Il gestore professionista, invece, offre maggiori garanzie in termini di livello dell’appartamento, dell’arredo, delle pulizie e del servizio proposto; è più facile trovare recensioni di clienti che hanno soggiornato nelle sue strutture in passato, propone dei contratti che prevedono tutte le casistiche. In media bisogna mettere in conto un prezzo più alto che incorpora la commissione del gestore.
Tra i siti più frequentati, dove si possono trovare sia annunci di privati che di operatori professionali, in Italia e all’estero, ci sono: www.casevacanza.it, www.casa.it, www.homelidays.it, www.mediavacanze.com, www.medvilla.it, ww.medpo.it.

Di Mariarosaria Marchesano

IL MONDO – Le Guide al Risparmio – Aprile 2012

Il Mondo

NON SOLO FERRAGAMO AFFITTA LE CASE (DAGLI ALTRI)

«Siamo partiti da un dato», spiega Gerard Hay che è Presidente di Mediterranea: si può fare meglio e lavorare su leve di business inesplorate.
Inoltre «tra il 2007 e il 2010 il business di case vacanza è raddoppiato negli Stati Uniti e il fenomeno è destinato ad allargarsi. Il perdurare della crisi sta spingendo sempre di più i viaggiatori a scegliere il soggiorno in appartamenti piuttosto che in alberghi». Mediterranea ha selezionato una serie di location stringendo alleanze con operatori professionali che gestiscono case, residence e strutture paralberghiere. «Abbiamo creato una rete mondiale di residenze da offrire in affitto al pubblico italiano attraverso una piattaforma internet molto articolata che prevede l`utilizzo di Facebook e Twitter e l`assistenza telefonica per ogni fase dell`operazione», conclude Mr. Hay.

E i prezzi? Una notte a Roma costa 136 euro in monolocale, 158 in bilocale e 249 in trilocale. A Milano un bilocale costa 240 euro per tre notti e 550 euro la settimana. A Ginevra due persone in deluxe suite spendono la notte 210 euro e mentre il trilocale lusso la notte costa 352 euro.
Di Mariarosaria Marchesano

IL MONDO – venerdì 29 Aprile 2011

Io Donna

AFFITTASI. E NON SOLO SUL MARE

PIÙ DI UN VIAGGIATORE SU due non rimarrà a casa per le vacanze 2011. Una percentuale più che raddoppiata rispetto allo scorso anno. II 43 per cento sceglierebbe le destinazioni mare e un 24 per cento le città d`arte e di cultura. Sono i dati di un sondaggio effettuato da Tripadvisor, cliccatissimo sito di recensioni di viaggio, tra 6.295 viaggiatori europei di cui 2.200 italiani. E in vacanza sembra proprio che la soluzione ideale sia affittare una casa. Che si sia urban addicted o famiglie con nanny al seguito, le offerte sono tantissime, dalle ville con cuoco sulle spiagge caraibiche agli chalet in quota con servizi di catering 24 ore su 24. Affittare una casa per un long weekend o per la vacanza di stagione è un must per gli italiani anche secondo un’indagine del portale immobiliare casa.it che ha registrato un incremento del 23 per cento, con una spesa media di 2.000 € a famiglia.

UN TREND ANCHE PER IL 2011, soprattutto in tempi di crisi. Quando dividere le spese tra amici e coppie in vacanza fa risparmiare e incoraggia a prenotare una residenza d`epoca nella campagna toscana, il monolocale con vista sulla Tour Eiffel o la dimora coloniale in riva al mare. Considerando che d`estate, ai Caraibi, le maison costano la metà…
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Di Susanna Perazzoli

IO DONNA – Sabato 26 Marzo 2011